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Posizioni per dormire: quali sono le migliori

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Quali sono le migliori posizioni per dormire? Questa domanda viene posta piuttosto spesso e risulta sempre molto interessante, abbracciando peraltro discipline diverse, dalla posturologia fino alla psicologia.

In rete, peraltro, non è raro imbattersi in teorie bizzarre, secondo cui la postura che si tiene durante il sonno sarebbe perfino rivelatrice della propria personalità; tralasciando queste argomentazioni, sicuramente suggestive e magari destinate a diventare virali nei social network, soffermiamoci sui soli aspetti scientifici, perché sulla base dei medesimi è assolutamente possibile indicare quali sono le posizioni per dormire che meritano di essere considerate ottimali e quelle che, invece, andrebbero evitate.

Possiamo subito affermare che le migliori posizioni per dormire sono quella supina e quella su un fianco.

Dormire in posizione supina

La posizione supina, ovvero quella a pancia in su, non è tra le più diffuse, si stima infatti che a dormire in questo modo sia soltanto il 10% della popolazione mondiale, tuttavia è una delle più consigliate.

Anzitutto, questa postura è ottimale a livello circolatorio, favorendo la circolazione sia negli arti superiori che in quelli inferiori, inoltre rispetta in maniera ottimale la curva fisiologica della colonna vertebrale; alla luce di questo, dunque, dormire in questo modo significa evitare posture scorrette che potrebbero far insorgere fastidi di vario genere, e si tratta anche di una posizione vivamente raccomandata a chi è già interessato da imperfezioni posturali e ha la necessità di correggerle, evitando che possano accentuarsi.

Anche il collo, nella posizione supina, è in una condizione perfetta, essendo sorretto dal guanciale: l’utilizzo di quest’accessorio, che come noto è ampiamente diffuso, contribuisce a rendere la postura impeccabile e molto naturale anche per quel che riguarda questa parte che è notoriamente vulnerabile e molto soggetta a vari tipi di fastidio dovuti ad una postura scorretta.

Dormire con posizione supina è vivamente raccomandato anche perché sa donare una sensazione di distensione fisica davvero ottimale, evitando che i muscoli rimangano tesi, inoltre nessun organo interno è soggetto a compressione.

Non bisogna trascurare neppure il fatto che, con questa posizione, sono esclusi in modo pressoché totale i casi di parestesia degli arti superiori, condizione che non è pericolosa e che tende a rientrare nella normalità nell’arco di pochi secondi, ma che è comunque fastidiosa e può comportare un grosso spavento nei soggetti che ne sono interessati per la prima volta.

La parestesia delle braccia è quella sensazione per cui l’arto si presenta del tutto privo di sensibilità, come se non facesse più parte del corpo, e tali manifestazioni possono verificarsi proprio a causa di posture scorrette che comportano una compressione innaturale; dormendo con una posizione supina, anche quest’eventualità viene esclusa.

Non c’è che dire, dunque: dormire con posizione supina è davvero un’ottima scelta, anche se in molti preferiscono prendere sonno con posizioni differenti, ad esempio rivolto verso un fianco.

Dormire rivolti verso un fianco

Anche dormire rivolti verso un fianco è sicuramente una buona scelta: al contrario della posizione supina, questa postura è estremamente diffusa e tante persone la reputano la migliore in assoluto per il loro riposo.

Anche questa posizione è ottimale per evitare compressioni ad arti e organi interni, a condizione che sia ben eseguita: l’ideale infatti è tenere le mani sotto la testa, o sotto al cuscino, con i gomiti piegati, magari piegando anche le gambe avvicinando le ginocchia al petto.

Dormire rivolti verso un fianco significa, per certi versi, riprodurre la classica posizione fetale, dunque si tratta di una postura molto interessante a livello psicologico: si ritiene che questa posizione così raccolta, una sorta di “auto abbraccio”, sia in grado di donare un’intensa sensazione di comfort e di rassicurazione, la quale non può che giocare un ruolo importante quando ci si appresta a dormire.

A questo punto, la domanda sorge spontanea: ma è meglio dormire rivolti verso il fianco destro o verso il fianco sinistro? Sebbene ci siano delle lievi differenze, si può affermare senza esitazioni che entrambe le soluzioni vanno più che bene e che la scelta dell’uno o dell’altro lato è puramente soggettiva e può dipendere anche dal contesto: se in corrispondenza di uno dei due lati del letto è presente un muro, ad esempio, è probabile che si tenda verso il medesimo per avere una sensazione di maggiore protezione.

Dormire in posizione prona

Se dormire in posizione supina o rivolti verso un lato è senz’altro una buona idea, non si può dir lo stesso della posizione prona: in linea generale, infatti, sono da considerarsi sconsigliate tutte le posizioni prone, ovvero quelle in cui si dorme a pancia in giù.

Posizioni come queste, infatti, comprimono il diaframma e tendono a rendere più difficoltosa la respirazione, e in generale molti organi interni sono soggetti ad una pressione che sarebbe bene evitare.

Quando si dorme con una posizione prona, inoltre, è molto facile incappare in posture scorrette, ad esempio, durante i movimenti che vengono compiuti nel sonno, un braccio potrebbe restare sotto il busto dando vita ad episodi di parestesia.

Un’altra criticità molto importante che non può essere trascurata riguarda la posizione del collo: dal momento che tutti, come detto, utilizzano un guanciale, la leggera elevazione che quest’ultimo ricrea potrebbe ricreare delle posture del collo del tutto innaturali, favorendo così l’insorgere di dolori che, a lungo andare, potrebbero trasformarsi in problemi di salute molto più seri.

Quando si dorme proni, dunque, paradossalmente è preferibile evitare il cuscino, ma questo renderebbe il riposo molto meno confortevole e comporterebbe comunque delle posture scorrette dal momento che la testa, dovendo rivolgersi dall’uno o dall’altro lato, ricrea inevitabilmente delle posture innaturali nella zona cervicale.

Degli aspetti che andrebbero sempre considerati

È questo, dunque, ciò che è utile sapere circa le migliori posizioni per dormire: sicuramente il concetto di “buon riposo” è fortemente soggettivo, dunque è legittimo che una persona preferisca una posizione piuttosto che un’altra, ma gli aspetti che abbiamo evidenziato, come detto, sono del tutto oggettivi, ecco perché è importante tenerli bene in considerazione per riposare in maniera ottimale.

Non bisogna dimenticare che problemi alla schiena, alla colonna vertebrale e disturbi localizzati di varia natura sono quasi sempre dovuti al mantenimento di posture scorrette, e nella maggioranza dei casi queste si concretizzano proprio nel mentre si dorme.

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