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Musica per dormire: i consigli per un sonno tranquillo

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Sembra un controsenso: musica per dormire ma, in realtà, potrebbe rappresentare un’efficace soluzione per chi non riesce a godere di sonni tanto tranquilli.

 

È risaputo che, non per tutti, dormire corrisponde a riposare; ci sono tantissime persone che, per quanto stanche, alla fine di una giornata impegnativa e spesso faticosa, si ritrovano al tanto atteso momento di andare a letto con difficoltà a prendere sonno oppure a dormire soltanto qualche ora per poi ritrovarsi con gli occhi sbarrati, spesso in ansia crescente, poiché consapevoli che il sonno perduto inciderà negativamente sulla nuova giornata da affrontare.

 

Ci sono poi, quelli il cui sonno è intervallato da numerosi risvegli fatti di girarsi e rigirarsi nel letto a cercare una posizione giusta per continuare a riposare e così fino al mattino, quando poi arriva l’ora di alzarsi ed è proprio quello il momento in cui, invece, si vorrebbe dormire.

 

Molte persone ormai convivono con questo piccolo dramma e certamente, vivendolo come tale, non hanno lasciato nulla di intentato.                                               


Tra i tanti rimedi suggeriti: una bevanda tranquillante, un latte e miele ben caldo, docce e bagni concilianti per il sonno o la pratica di esercizi rilassanti.

Un sonnifero senza bisogno di prescrizione

Sicuramente chi è afflitto da questo problema, avrà certamente sentito o letto da qualche parte che, anche la musica è molto consigliata come rimedio per migliorare il riposo.

 

Grazie al suo effetto distensivo, la musica aiuta in qualunque momento della giornata in cui ci si possa sentire nervosi, un tantino giù di morale oppure angosciati. Il beneficio principale deriva dal fatto che, in primo luogo, ascoltare la musica ci distrae, distoglie la mente da quelle che possono essere le nostre preoccupazioni e dai pensieri negativi.

 

Perciò, considerando che il motivo del cattivo riposo, molto frequentemente, è dovuto al non riuscire a staccare la mente dalle nostre apprensioni quotidiane, ecco che il potere di distrazione, che può avere l’ascolto della musica, trova una giusta applicazione.

 

Va considerato che, per poterlo fare, solitamente ci si discosta dal contorno familiare e si crea già naturalmente uno stato di isolamento da eventuali rumori o piccoli fastidi che potrebbero alterare il nostro tanto desiderato stato di tranquillità. Ovviamente i nostri gusti giocheranno un ruolo importante, in quanto risulta gratificante ascoltare musica a noi congeniale.

 

Ci sono colonne sonore di tante fasi della nostra vita che, se riascoltate, possono suscitare in noi emozioni e sentimenti lontani nel tempo e farci rivivere sensazioni piacevoli, stimolando la nostra mente e portandoci alla distrazione, almeno temporanea.

 

Ovviamente, in questa selezione non dobbiamo essere autolesionisti e scegliere esclusivamente di rivivere bei ricordi, tralasciando ciò che potrebbe far scatenare forti emozioni o farci ricordare esperienze poco piacevoli. Insomma, la scelta non è sempre facile ma, di certo, non deve diventare essa stessa un dilemma!

 

Si deve puntare alle potenzialità benefiche della musica cercando di trarne il massimo vantaggio possibile e, quindi, mirare a riceverne uno stimolo positivo,ben consapevoli che essa può influenzare la funzionalità cerebrale, gli ormoni ed il sistema immunitario.

È infatti scientificamente provato che la musica può aiutare a ridurre l’ormone dello stress… così come potrebbe aumentarlo se fossimo costretti ad ascoltare monotoni esercizi di aspiranti musicisti in erba o esibizioni sotto la doccia di persone a noi vicine, magari non dall’ugola d’oro!

Quale musica scegliere per conciliare il sonno

Da studi effettuati, è stato appurato che le onde delta risultano utili per chi soffre di insonnia: per il loro effetto calmante hanno buona probabilità di favorire un sonno profondo.

 

Anche le onde alfa hanno dimostrato i loro benefici sulla qualità del sonno: per stimolare la loro produzione è necessario ascoltare con cuffie stereo o auricolari, cioè da entrambe le orecchie, onde sonore con una frequenza tra i 7 e 13 Hz.

Anche se non hanno un effetto prolungato, le musiche zen possono essere utili come soluzione di emergenza.

 

Sicuramente tutta la musica che riproduce i suoni della natura (cinguettio di uccelli, scroscio delle onde) esercita un potere rilassante e, difatti, la ritroviamo con frequenza nei luoghi termali, nelle palestre di yoga e nei centri benessere.

Tutta la musica classica dolce, soprattutto strumentale, produce un effetto distensivo: Bach, Debussy, Chopin…tanto per citare qualche autore.

 

Infine, si va sul personale, è ovvio: i nostri artisti preferiti, quelli che amiamo da sempre, quelli che per noi non hanno tempo. Una volta c’era soltanto la possibilità di mettere su un LP per godersi la propria musica preferita, da soli o in buona compagnia.

 

Oggi, che pure questa abitudine resta validissima, abbiamo dalla nostra modi più semplici di fruire di buona musica e sicuramente con un’offerta più ampia: le numerose app e network musicali, accessibili con un semplice tocco dal nostro smartphone o dagli hub domestici o la cara vecchia radio, con piacevoli e discreti programmi serali, di ottima compagnia, dove la scelta della musica, effettuata da altri e non da noi, può riservarci, a volte delle piacevoli sorprese.           

 

Insomma, dipende solo da noi, ritagliarci un piccolo spazio relax, per prepararci a dormire più sereni nel nostro comodo letto: si sa, è inutile affannarsi tanto se poi ad aspettarci non c’è il materasso giusto!

 

 

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