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Le apnee notturne, cosa sono e come si curano

Apnee Notturne

La qualità del riposo notturno, come tutti sappiamo, è importante per aiutarci ad affrontare al meglio le nostre giornate dal ritmo sostenuto e piene di impegni.
Lo stress accumulato durante il giorno e la stanchezza fisica, hanno grandi probabilità di restare un ricordo dopo una buona dormita che può metterci in condizione di affrontare con la giusta grinta ed energia, una nuova giornata. A volte però la qualità del sonno risulta disturbata da vere patologie, più o meno serie, che finiscono per condizionare tutta la nostra giornata e la qualità della vita stessa. Tra queste, sicuramente una grande rilevanza assume il disturbo delle apnee notturne. Si stima che circa il 5% della popolazione adulta ne sia colpita e che la gravità della malattia è proporzionale alla durata del fenomeno di apnea e ad altre complicanze alle quali si lega, come ipertensione, ictus e disturbi cardiovascolari.

Tipologie di apnea notturna

Esistono tre differenti tipi di apnea notturna: l’apnea ostruttiva del sonno, l’apnea centrale del sonno e l’apnea mista.                                                                                    

L’apnea ostruttiva del sonno (OSAS) è la varietà più diffusa del disturbo ed è provocata da un’ostruzione “meccanica” della gola e delle vie aeree superiori che sopraggiunge durante il sonno, provocando ripetute interruzioni della respirazione (da 5 a 30 ogni ora). Pertanto, in questa tipologia di apnea notturna, insorge una causa fisica come responsabile. Una di tali cause può essere l’obesità, specie quella a livello del collo (tanto che la rilevazione del numero di collo della camicia, può essere un elemento indicativo dell’OSAS). Le cattive abitudini come il fumo e l’alcool e l’assunzione prolungata di sedativi, pure possono essere considerati fattori incidenti. Così, come lo sono alcune patologie endocrine, come l’ipotiroidismo ed una produzione eccessiva dell’ormone della crescita (ormone somatotropo - GH, growth hormone). 

Anche nei bambini può manifestarsi questo tipo di disturbo, spesso legato a ingrossamento delle tonsille, delle adenoidi o a disturbi di natura odontoiatrica. In questi casi, poiché il russare è alquanto frequente nei bambini, la diagnosi di apnea viene facilitata da disturbi manifestati durante il giorno, come il respirare con la bocca, la presenza di cefalea mattutina, la difficoltà di concentrazione che porta a disturbi dell’apprendimento.

L’apnea centrale del sonno è un disturbo molto meno frequente rispetto alle altre due tipologie ed legata ad un disturbo neurologico.

Il tronco encefalico è la regione del cervello in grado di regolare la respirazione in base alla quantità di anidride carbonica presente nel sangue: respirazione più profonda quando viene rilevata una maggiore quantità di anidride carbonica, in maniera tale da smaltire il “gas” in eccesso durante la fase dell’espirazione; diversamente, laddove ne viene rilevata una minore quantità, la respirazione viene rallentata. Quando il tronco encefalico ha una disfunzione, è meno sensibile al rilevamento delle quantità di CO2, vi è una respirazione meno profonda e più lenta che può dar luogo all’apnea. Questa tipologia di apnea può manifestarsi in soggetti affetti da insufficienza cardiaca ed è favorita dalla permanenza prolungata ad elevate altitudini, così come dall’assunzione di alcuni specifici farmaci.

L’apnea mista del sonno, come è facilmente intuibile, insorge quando persistono sia fattori meccanici che neurologici e pertanto viene trattata in medicina come un’apnea ostruttiva.

Ora che abbiamo un quadro un po’ più chiaro della malattia di cui stiamo parlando, nel malaugurato caso, in cui riteniamo la cosa possa riguardarci da vicino, è bene sapere innanzitutto a chi rivolgersi per affrontarla al meglio e quali sono le cure offerte e con quali risultati.

Come si diagnostica l’apnea notturna?

Innanzitutto lo specialista a cui rivolgersi è lo pneumologo e lo strumento principale di accertamento della diagnosi è la polisonnografia. Si tratta di un esame strumentale che fornisce ampie e precise indicazioni sulla qualità del sonno e sui disturbi che la minacciano. E’ un esame che, mediante l’applicazione di elettrodi e sensori, registra una serie di informazioni per valutare la presenza e l’entità delle apnee del sonno. I parametri di valutazione sono diversi, come i movimenti del torace, il flusso di aria alla bocca e la saturazione di ossigeno a livello periferico. L’esame solitamente viene svolto al domicilio del paziente, in quelle che sono le sue “normali” condizioni di riposo ma, per situazioni più complesse, può eseguirsi in ospedale, con apparecchiature più specifiche e addirittura la registrazione dell’elettroencefalogramma notturno.

Come si interviene per curare le apnee?

Ovviamente la risposta a questa domanda è tutt’altro che generica, perché da quanto abbiamo detto, diverse sono le cause e per ognuna c’è una specifica possibilità di intervenire. E’ semplice intuire che, laddove esista una causa fisica che può riguardare il palato, il naso, la gola, mandibola, la base della lingua, le tonsille e le adenoidi, la chirurgia può essere di grande aiuto, se non addirittura risolutiva. L’intervento in questo caso è affidato al chirurgo otorinolaringoiatra, il quale rimuove  l’ostruzione o la malformazione che provoca il disturbo. Nei casi in cui, la chirurgia non trovi applicazione, allora si ricorre all’uso di terapie farmacologiche che, mirate alla causa origine del problema, possono apportare grandi benefici sicuramente migliorativi della qualità del sonno e della quotidianità. La perdita di peso negli obesi con una dieta mirata o con terapia chirurgica bariatrica, riducono drasticamente la frequenza degli episodi apneiici. Una dieta equilibrata e l’abbandono di abitudini dannose potrebbero essere sufficienti negli altri casi.  Insomma, quello che inizialmente può sembrare un problema pregiudizievole per la salute e per la qualità della nostra vita, va guardato in faccia ed affrontato, un po’ come tutte le cose che ci spaventano. Troveremo il giusto equilibrio una volta che avremo preso coscienza della situazione e ne saremo diventati padroni.E non dimentichiamo mai che alla base, per tutti, ci deve essere un buon sistema di riposo, un atteggiamento positivo e per quanto possibile rilassato, quando giunge l’ora di andare a letto. Evitiamo tutto quanto può renderci nervosi, frenetici ed ansiosi e consideriamo le ore notturne come il tempo che ci occorre per ricaricarci ed essere pronti ad affrontare il domani, sempre con un sorriso. E’ un buon punto di partenza, sempre!

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