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Le 4 fasi del sonno

Le 4 fasi del sonno

Il sonno è una parte fondamentale della nostra giornata, è quel momento in cui l’organismo si rigenera per poi “ripartire” in maniera ottimale una volta svegli.

Quando si parla di dormire si sottolinea, giustamente, il fatto che sia necessario dedicare al riposo un adeguato numero di ore al giorno, ma anche la qualità del sonno ha la sua rilevanza.

Non si afferma davvero nulla di nuovo nel dire che dormire sia un bisogno imprescindibile e che tutti dovremmo prestare la massima attenzione al nostro riposo, ciò che non tutti sanno è, appunto, il fatto che il sonno non è sempre uguale.

Il sonno è stato oggetto di molteplici studi i quali hanno abbracciato analisi tra loro molto diverse, spaziando da quelle dedicate ai movimenti oculari fino a quelle specifiche per le onde cerebrali, e la scienza è giunta a delle conclusioni inequivocabili: il sonno non è omogeneo e può essere distinto in diverse fasi.

Nello specifico, è stato appurato che le fasi del sonno sono 4, scopriamo subito quali sono e che cosa le contraddistingue.

Prima fase, la fase di addormentamento

La prima fase è quella che corrisponde all’addormentamento, ovvero quella in cui gli occhi si chiudono, i muscoli si rilassano, i battiti cardiaci diminuiscono e la mente inizia a “viaggiare”, se pur in modo piuttosto flebile.

Questa fase, di norma, dura soltanto pochi minuti, e si stima ammonti a circa il 5% dell’intera sessione di sonno.

Seconda fase, la fase di sonno leggero

La seconda fase corrisponde a quella che viene definita “sonno leggero”: in questo step la persona inizia ad essere effettivamente addormentata, dunque smette di essere cosciente e anche i pensieri si interrompono.

Anche questa, tuttavia, è una fase piuttosto breve, durando normalmente dai 10 ai 15 minuti, dunque non è altro che un ulteriore gradino che conduce alla fase successiva, ovvero quella del sonno profondo.

Terza fase, la fase del sonno profondo

Nella terza fase, quella del sonno profondo, il riposo diviene intenso, di conseguenza l’intero organismo attua dei meccanismi di rigenerazione ben più efficaci rispetto a quelli delle fasi precedentemente descritte.

Particolarmente interessante è, in questa fase, lo studio dell’attività cerebrale, la quale si riduce al minimo: nella terza fase infatti il cervello umano entra in una sorta di condizione di stallo la quale potrebbe essere paragonata allo “stand by” di un dispositivo tecnologico, e dal momento che l’attività cerebrale è così scarsa, anche il consumo di energia è esiguo.

Questa fase, peraltro, è anche piuttosto “dinamica”: gli studi hanno rilevato che essa dura dai 40 ai 50 minuti, a seguito dei quali il sonno può tornare al livello precedente oppure, nella grande maggioranza dei casi, evolvere nella fase successiva, la quarta.

Quarta fase, la fase REM

La quarta fase del sonno è denominata REM, acronimo di “rapid yes movement”, che in lingua inglese significa movimento rapido degli occhi: è proprio questa una prima ed interessante peculiarità che la contraddistingue.

Sebbene gli occhi siano chiusi, sotto la palpebra si registrano dei movimenti molto rapidi, sia laterali che rivolti verso l’alto ed il basso, inoltre un’altra caratteristica fisica tipica di tale fase è la paralisi dei muscoli volontari: si ritiene che l’organismo si comporti in questo modo per ridurre al minimo movimenti che potrebbero rivelarsi pericolosi, magari per evitare brusche reazioni fisiche a ciò che si vive in sogno.

L’aspetto in assoluto più suggestivo della fase REM, tuttavia, è senz’altro quello relativo all’attività cerebrale: gli studi sul sonno, infatti, registrano in tale fase un’attività cerebrale estremamente viva, al punto da poter essere paragonata, per intensità, a quella dello stato di veglia.

Alla luce di questo, non stupisce il fatto che sia proprio nella fase del sonno REM che si tende a sognare di più: questa così marcata attività cerebrale, infatti, porta il cervello a immaginare e creare le situazioni più strane, alcune delle quali sono totalmente prive di elementi razionali, mentre altre hanno dei richiami a ciò che contraddistingue la vita della persona, o semplicemente a ciò che è solita pensare.

Lo studio dei sogni, ovviamente, è una disciplina estremamente affascinante, ma qui si aprirebbero delle parentesi davvero sconfinate; ciò che è doveroso sottolineare nel descrivere la fase REM è il fatto che, nella medesima, possono verificarsi anche i cosiddetti “sogni lucidi”.

Nei sogni lucidi l’attività cerebrale è quella descritta, dunque il cervello configura le situazioni più inimmaginabili ponendole alla persona che dorme come se fossero vere, tuttavia nei sogni lucidi vi è uno stato di coscienza: sebbene la persona stia continuando a dormire e stia sognando, è consapevole del fatto che si tratti soltanto di un sogno e riesce a viverlo in quanto tale.

Com’è articolata una sessione di sonno

Al tirar delle somme quella che è la normale sessione di sonno, come possono essere le canoniche 7-8 ore giornaliere che ognuno di noi dovrebbe concedersi per star bene, ha inizio con delle fasi preliminari, ovvero quella dell’addormentamento e quella del sonno leggero, per poi vedere un continuo alternarsi tra la terza fase e la quarta fase.

Nella grande maggioranza dei casi, questo passaggio avviene 4 o 5 volte per sessione, fermo restando che non necessariamente il sonno è così lineare e possono dunque esserci dei passaggi opposti, ovvero ad esempio dalla terza fase alla seconda fase, come anche dei momenti in cui ci si sveglia anche laddove non ci sia stato alcuno stimolo esterno.

 

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