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Come riposare al meglio in qualunque periodo dell’anno

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Le stagioni dell’anno cambiano le nostre abitudini e il nostro riposo

La necessità di riposare è uno dei nostri bisogni primari e, come altre necessità dell’essere umano, è suscettibile di cambiamenti e adattamenti a seconda della stagione climatica. Così, come per l’alimentazione ci si impegna nella scelta di cibi più appropriati alle stagioni più calde o più fredde, anche rendere ottimale il nostro riposo richiede accorgimenti e modifiche strettamente correlati al clima.

Dormire bene in estate, un’impresa talvolta complicata

L’estate, che è la stagione più calda, può rappresentare in alcune zone climatiche un vero e proprio ostacolo al sonno. Sebbene oggi, quasi tutte le abitazioni siano dotate di impianti di climatizzazione, ognuno per motivi diversi, conserva almeno un ricordo di una notte insonne passata in qualche camera torrida, in attesa della luce del giorno. Vuoi perché momentaneamente fuori uso il climatizzatore, vuoi perché si è trascorsa una notte in una camera che ne era sprovvista. Insomma, un po’ tutti nella vita hanno avuto modo di sperimentare quanto sia difficile, nonostante la necessità di dormire, riuscire a farlo in una stanza calda in piena estate. 
E se è vero che oggi si ha la fortuna di aver superato questo problema, è anche vero che non tutti possono trovare pieno beneficio dall’uso del condizionatore durante la notte. Parliamo di quelle persone che sono particolarmente sensibili alle correnti d’aria, per le quali si pone la scelta di quale sia il male minore, tra il soffrire il caldo e risvegliarsi al mattino doloranti e un po’ infreddoliti.  Premesso che rispettare determinate regole, quando si dorme con un condizionatore in camera, vale generalmente per tutti se si vogliono evitare mal di testa, torcicolli e dolori articolari, disturbi di respirazione e gastro- intestinali.
Un buon suggerimento per dormire meglio in estate può essere solamente quello di scegliere materasso e biancheria da letto in tessuti freschi e traspiranti.

Quando il caldo comincia a diminuire e non si avverte più la sensazione di afa, con piacere si ritrova il gusto di dormire semplicemente con un leggero spiffero che entra dalla finestra, fino a quando non rinfresca in modo tale da percepire la necessità di chiuderla.  Sono questi i periodi transitori, che durano poco ma che senza dubbio, possono essere ritenuti i migliori, in quanto un semplice lenzuolo o un leggero piumino, bastano a dare il calore ideale di cui si ha bisogno durante il sonno.

Quando un cambiamento climatico può portare ad una patologia: autunno ed inverno

Poi arriva l’autunno e di seguito l’inverno, qui diventa tutto un tantino più complicato. Il fattore incidente non è più soltanto la temperatura ma una serie di cambiamenti più significativi. Si avverte la nostalgia delle calde giornate piene, in cui si aveva tanto tempo a disposizione per dedicarsi a diverse attività, unitamente alla sensazione di addio definitivo alle vacanze, alle piacevoli serate estive.  Si avverte la sensazione di un ritorno alle normali attività a pieno ritmo ed in concomitanza si ha la percezione che il tempo utile da dedicarvi diminuisca. Si cominciano a ridurre le ore di luce, il clima diventa più uggioso, umido e tendenzialmente fa preferire lo stare in casa e fa protendere alla pigrizia.  Insomma, un insieme di fattori che possono portare ad una sensazione di stress, di ritmo incalzante che si ripercuote sulla qualità del riposo fino a poter diventare una vera e propria patologia, conosciuta come “insonnia autunnale”.
È importante riconoscere i primi segnali ed imparare a contrastarli, in primo luogo con abitudini che possano favorire il sonno e non disturbarlo; quindi, si parte dalle abitudini alimentari, in particolar modo la cena, che sia leggera e digeribile da non appesantire e creare disturbi durante la notte. Le consuete raccomandazioni che valgono per l’insonnia in generale: provare a ridurre lo stress, eliminare tutto ciò che può crearci tensioni e turbamenti nelle ore immediatamente precedenti al riposo, assumere bevande rilassanti ed evitare sforzi eccessivi come anche attività sportive in serata. È consigliabile agire in maniera preventiva alle prime avvisaglie del disturbo in quanto, a lungo andare, la mancanza di sonno può avere serie ripercussioni sulla salute, particolarmente per l’attività cardiaca, arteriosa e celebrale.  Consultare un medico specialista, può essere di aiuto ad arginare le conseguenze di questa patologia ed individuarla in tempo perché possa tranquillamente regredire.

Nella maggioranza dei casi, per fortuna, il disturbo è strettamente legato al periodo e man mano che ci si abitua ai nuovi ritmi, tende ad attenuarsi permettendo di godere di un piacevole riposo nelle fredde notti invernali, quando lasciare il letto al mattino è davvero difficile, tanto è gradevole e confortevole il suo tepore.

Via le coperte, si cambia aria. È primavera!

Così fino alla primavera, quando tutto intorno sembra rinvigorire e si percepisce questa sensazione così stimolante e coinvolgente, tanto da alzarsi dal letto con piacere per sentire l’aria ancora leggermente frizzantina del mattino e beneficiare delle prime ore di luce per uscire per una passeggiata o godersi una colazione in terrazza, impegni permettendo. È il periodo più piacevole da godersi al risveglio, ogni giorno c’è un mutamento: la natura esplode nei suoi colori e profumi e questa energia sembra poter essere assorbita e migliorare l’umore.  Le giornate si allungano, le ore di luce crescono e con esse le attività di ognuno si intensificano. Le serate si prolungano con piacere e l’ora del riposo viene spostata in avanti, in tal modo esso risulta più desiderato ed il sonno più facilitato. Sembrerebbe il periodo migliore ma, anche la primavera, può nascondere le sue insidie: tutti i cambiamenti che essa porta richiedono un periodo di adattamento più o meno breve e se si soffre per le allergie tipiche primaverili, si rischia di avere comunque un sonno disturbato.

 

Insomma, è l’orologio biologico a cui bisogna adeguarsi, a volte con maggiore facilità, altre con qualche piccola difficoltà. Tutto è soggettivo poiché fortunatamente siamo esseri differenti l’uno dall’altro, nel bene e nel male. Di oggettivo c’è il modo in cui si sceglie di riposare, che se non è quello giusto, a poco valgono gli accorgimenti e le raccomandazioni. Ma quello, sta alla nostra scelta, abbiamo oggi dei sistemi di riposo che sono frutto di accurate ricerche e attente tecniche di produzione, che possono soddisfare ogni nostra esigenza e venire incontro alle nostre differenti richieste per migliorare la qualità del nostro sonno. Scegliere il sistema di riposo migliore, faciliterà senz’altro l’adattamento ai cicli stagionali ed alle conseguenze che essi portano con sé.

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